Dal 12 agosto 2026 si applica il regolamento europeo sugli imballaggi e gran parte del dibattito ha riguardato ciò che diventa vietato. Per gli uffici acquisti conta di più il cambiamento silenzioso: il contenuto riciclato ha smesso di essere una voce di conformità e si comporta ormai come una leva di costo.

L’eco-modulazione trasforma il riciclato in prezzo

Il contributo per la responsabilità estesa del produttore (EPR) è l’onere annuale che il titolare del marchio paga per gli imballaggi immessi sul mercato. Storicamente era un contributo forfettario, calcolato a peso. Con l’eco-modulazione varia in base alla prestazione ambientale della confezione: riciclabilità, separabilità e, sempre più, contenuto riciclato.

La conseguenza pratica è netta. Due bottiglie di peso identico possono oggi sostenere contributi diversi, e a decidere è la composizione della resina. Le analisi dei sistemi europei collocano il divario intorno ai 40–100 euro per tonnellata per imballaggi che impiegano polimero riciclato certificato anziché vergine.

La direzione è definita

  • Gli Stati membri dovevano disporre di sistemi EPR eco-modulati dal 2025.
  • Entro luglio 2029 i contributi eco-modulati allineati a classi di riciclabilità armonizzate si applicheranno in tutti gli Stati membri: l’attuale margine di discrezionalità nazionale si restringerà nettamente.
  • Nell’UE si prevede un aumento dei contributi EPR del 30–60% tra il 2027 e il 2030, spinto da obiettivi di riciclo più alti, costi di trattamento crescenti e componenti tariffarie legate al carbonio.

Un contributo che cresce ed è modulato cambia il conto. Il contenuto riciclato non è più un sovrapprezzo pagato per reputazione: è uno sconto applicato a una passività in aumento.

Perché “certificato” è la parola decisiva

L’eco-modulazione premia solo il contenuto riciclato dimostrabile. Uno sconto richiesto su un input non verificabile non è un risparmio ma un rischio di conformità. Per questo il livello di certificazione e tracciabilità è diventato la parte commercialmente rilevante del capitolato anziché una formalità — un passaggio trattato in tracciabilità dell’rPET a contatto alimentare.

Nella pratica, chi valuta un contratto di fornitura dal 2027 in poi pone tre domande assenti dai capitolati di tre anni fa:

  1. Il contenuto riciclato è sostenuto da una catena di custodia verificabile e non da una semplice dichiarazione del fornitore?
  2. Il materiale possiede le approvazioni richieste dall’applicazione finale — EFSA e FDA per il contatto alimentare, GRS quando seguono claim tessili?
  3. La costanza tra lotti è sufficiente a lavorare ad alte percentuali di inclusione senza penalità qualitative?

Il risparmio si gioca sulla percentuale di inclusione

Un tasso di inclusione del 10% cattura un decimo del vantaggio tariffario disponibile. Il vincolo raramente è la volontà: la questione è se il riciclato si comporti in modo prevedibile al 30%, al 50% e oltre. Deriva del colore, variabilità della viscosità intrinseca e contaminazione spingono i trasformatori alla prudenza, e la prudenza lascia denaro sul tavolo.

Da qui la ragione per trattare la qualità dell’input come variabile economica e non solo tecnica. Il nostro rPET Resin FG è prodotto per applicazioni a contatto alimentare con approvazioni EFSA e FDA, mentre rPET Resin NFG serve imballaggi non alimentari e usi industriali. Entrambi provengono dallo stesso flusso di scaglie selezionate e lavate, dove la selezione ottica TOMRA mantiene la purezza polimerica al 99,8% e la deviazione di colore sotto lo 0,5%.

Cosa fare prima di firmare i contratti 2027

I tariffari 2027 si stanno definendo ora e i contratti firmati quest’anno opereranno sotto il regime più severo. Tre passi concreti:

  • Modellate il contributo, non solo la resina. Confrontate vergine e riciclato sul costo complessivo, onere EPR incluso.
  • Qualificate una percentuale di inclusione superiore al necessario. Il margine acquistato nel 2026 è il margine protetto nel 2029.
  • Verificate la certificazione, non il certificato. Chiedete i registri del bilancio di massa.

Il regolamento fissa il pavimento. L’eco-modulazione decide quanto costa quel pavimento — ed è un numero su cui gli acquisti possono agire già oggi.

Fonti